SCUSI MAESTRO, MI CONSENTA… IL BLENDING NON…

Blending whiskiesAllora cerchi rogne Ferrari… ma chi te lo fa fare di scrivere robe del genere… robe senza validità se non quella dettata dal tuo Ego… non facevamo meglio a rimanere ai Lidi Ferraresi con l’unico pensiero di cercare le vongole.” Questa è l’estratto di una lite tra me ed il mio IO razionale… ma siccome comando io (almeno qui su queste pagine) ecco ciò che ritengo in merito al futuro dello Scotch Whisky…

Settimana scorsa mi sono imbattuto in un articolo  in rete in cui si parlava di Profitti e Volumi 2015 e primo trimestre 2016 del mercato Whisky; nella stessa settimana ho finito di leggere il nuovo libro del Maestro Silvano Samaroli ” whisky eretico”… la somma delle due cose mi ha portato a queste considerazioni.

Non credo di svelare un segreto dicendo che Silvano Samaroli è un assoluto sostenitore dell’arte del blending; Samaroli ritiene che i limiti del Single Malt Whisky siano ormai evidenti, l’involuzione del Single malt Whisky  è sotto gli occhi di tutti coloro che abbiano bevuto whisky negli ultimi 15 anni… quindi l’arte della miscelazione, sempre secondo lui, può nobilitare il bicchiere, portarlo ai fasti qualitativi di una volta.

Opinione, a mio avviso, razionalmente corretta ma discutibile…

Dall’altra parte, leggendo un po’ di numeri, veniamo informati del fatto che Edrington Group (detentore, tra i tanti, anche dei marchi Macallan, Highland Park, Cutty Sark, The Famous Grouse) nell’anno corrente, fino a Marzo, vede i profitti in calo di circa il 9% con nota che a causare questa perdita è il cambio sfavorevole e l’alta competitività dei competitor sopratutto in Taiwan e UK.

Scorporando meglio i dati ci viene detto anche che i marchi Highland Park e Macallan (quindi i Single Malt Whiskies da gara della compagnia) vedono un aumento sia in valore che in volumi venduti. Discorso inverso, invece, si ha per i Blended Whiskies di casa: Cutty Sark e The Famous Grouse che sono in picchiata verso il basso per volumi di bottiglie vendute. Causa di ciò, da Edrington fanno sapere, “intense competitive pressure” (i competitor giocano forte e con prezzi competitivi!).

Quindi?…

Siamo sicuri che, come sostiene Samaroli, l’arte del blending, di qualità, con il tempo, sarà l’evoluzione naturale che dovrà avere il Single Malt Whisky? …

Io non sono molto d’accordo… anzi per nulla.

Il mercato del blended whisky ed il mercato del Single Malt Whisky sono sempre stati 2 mercati completamente diversi; sia per volumi che per fruitori. Il primo più incentrato sui volumi e il procacciamento massimo di bevitori, il secondo un mercato di nicchia per estimatori e avventori.

Questa separazione di mondi è ormai consolidata un po’ come Cristiani e Mussulmani, abitudini diverse, portafogli diversi, finalità diversa e credo diverso… Ce lo dice il mercato… Cutty Sark e The Famous Grouse faticano a rimanere in attivo di vendite per l’alta competitività dei prezzi dei competitor non per la qualità del prodotto (ricordiamoci comunque che The Famous Grouse è ancora oggi il primo blended whisky più venduto in Scozia ed UK (ma il margine si assottiglia)).

Macallan e Highland Park crescono sia in valore che in vendite quindi possiamo sostenere che il fascino del Single Malt Whisky ad oggi è ancora in fase di crescita. Il mercato dei Single Malt è un mondo a parte… chi compra Single Malt Whiskies sposa in pieno il mondo Single Malt; nella buona e nella cattiva sorte… ce lo dice il mercato, gli aumenti di valore sono anche in parte conseguenza dell’aumento del prezzo per bottiglia ma gli aumenti dei volumi sono conseguenza della richiesta; quindi senza essere economisti, in Edrington quest’anno, hanno venduto più bottiglie e più care. Il fruitore di Single Malt Whiskies lo sa bene… c’è qualcosa dentro la bottiglia di Single Malt che non è solo alcohol ma un micromondo per cui varrà sempre la pena rimanerci, consapevoli del fatto che, prima o poi, capiterà anche di acquistare prodotti che non soddisfano appieno… ma comunque prodotti con una storia.

Parliamo ora di Blended Malt Whiskies di qualità…

concettualmente e razionalmente se miscelo più botti di diverse distillerie di qualità eccezionale, il risultato, se ben equilibrato nel metodo, sarà certamente un distillato di altissima qualità. Il risultato sarà certamente migliore di Single Malt Whiskies di medio/buona qualità… ma, come per i precedenti, anche questo settore ha un suo mercato e un suo pubblico. Difficilmente però questo mondo scalfisce le certezze del pubblico fedele al Single Malt Whisky.

Perchè?

Perchè l’unicità di un Single Malt Whisky di qualità rispecchia e riflette il mondo magico della Distilleria con tutte le sue caratteristiche; questo è ciò che cerca un fruitore di Single Malt Whisky. Quando ci approcciamo ad un bicchiere di Single Malt Whisky, la maggior parte di voi cerca subito di trovare i tratti caratteristici della distilleria e solo poi i godevoli toni che ci dona il bicchiere.  Il Blending, seppur di qualità, pone le varie botti nella condizione di doversi esprimere al meglio nell’insieme, non chiede alle botti di esprimersi al meglio in senso assoluto. Questa è a mio avviso la limitazione che un estimatore dei Single Malt Whiskies percepisce avvicinandosi a un blended whisky.

Io apprezzo i Blended Whiskies di qualità ma non vedo questo prodotto legato ad un mercato vero e proprio ma casomai legato alla sperimentazione; niente più. Una nicchia piccola piccola di un gigante chiamato Whisky. 

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