BLENDED MALT 2.0 OPPURE FARSA!

BlendingTremino i peggiori bar di Caracas…. ma anche i migliori bar di Ferrara… sta iniziando la vendetta dei Blended Malt Whiskies

Per anni reclusi a recitare la parte di “brutti e sporchi cugini del Single Malt Whisky”, tacciati di essere un misto tra “vomito di mais ed acqua sporca”, ora si stanno rimboccando le maniche per farla pagare sonoramente agli spocchiosi cugini.

Avevamo già parlato tempo fa (in gennaio) della graduale riqualificazione dei Blended Malt in quel caso, se vi ricordate, parlavamo di Oyster” by Duglas Laing un Blended Malt Scotch dagli spiccati tratti marini prendendolo ad esempio per dimostrare come a volte ci siano prodotti ben costruiti degni di competere con un buon Single Malt Whsky.

Oggi invece mi soffermo su alcune considerazioni dettate dal momento storico.. da Settembre a questa parte continuo ad essere invaso da informazioni che riguardano nuovi rilasci limitati o dedicati di Blended Malt Whiskies..

Compass Box (ormai Bacardi) annuncia “Flaming Heart” e “This is not a Luxury Whisky”, Pernod Ricard lancia Chivas Reagal 18yo “The Ultimate Cask Collection”, gli amici di Diageo lanciano il nuovo 10 anni di Johnnie Walker “Select Casks series”… annunci in grande stile… 

Poi guardo i prezzi di riferimento… l’unico che rimane sotto i 100 euro è il povero “uomo Johnnie”, gli altri li passano alla grande!… bèh… nemmeno Johnnie 10 anni se la passa male… 70 euro circa… siamo in linea con i cugini Single Malt..

Allora guardo i Compass Box, che fanno storia a se ma pur sempre sono Blended Malt Whiskies, (assaggiati a Parigi all’ultimo Whisky Live (buoni davvero)) e mi trovo un prezzo di 140€ per il Flaming Heart (12.000 bottiglie circa) e 208€ per il Luxury (fonte The Whisky Exchange).

Subito mi coglie un dubbio.. forse è solo mio… ma il Blended Whisky non è stato costruito per soddisfare la richiesta di prodotti a largo utilizzo e a costi contenuti? Ma il Blended Whisky non è stato studiato con formule volte a creare “confidenza” e  “morbidezza” al maggior numero di palati possibile?

Allora siamo ad un bivio… mi verrebbe da dire… RISCRIVIAMO LA STORIA!!!.…. “Ora è ufficiale! ci sono 2 tipi di Blended Malt Whisky…. un cugino brutto del Single Malt (per la plebaglia….) ed un cugino preferito del Single Malt che non ha nulla del Blended Malt Comune… ma è un’orgia d’élite di whiskies (che non vuol dire che è un’orgia di whiskies d’élite); non importa se armonica o meno, di scambisti, fetish o sadomaso… a ognuno il suo… 

Poi ragiono e penso che, nel mondo dei broker di whisky, se oggi chiedi di acquistare botti di whisky di distillerie Top nella maggioranza dei casi ti devi portare a casa altrettante botti di distillerie vocate quasi esclusivamente alla produzione per il Blending.

Quindi… tutti sti compratori cosa se ne fanno di tutte queste botti vocate al Blending? Dato per assunto che un 50% di queste botti va benissimo come Single Cask… le restanti dove le cacciano?

Allora l’affermazione in voga ultimamente “Il Blending è il futuro” è aimè reale… dettata più da una contingenza (la necessità di utilizzare botti non proprio di grido) che dalla visione aulica di “miglioramento del prodotto attraverso l’assemblaggio”.

Va bene… ci sto… d’altronde di necessità virtù… tutto segue le disponibilità di prodotto. Ciò che mi turba è lo splafonamento di certe soglie psicologiche di prezzo. 

Poi mi sveglio da questo sogno un po’ confuso e guardando i prezzi dei Comuni Blended Malt Whiskies vedo che una trentina di euro ce li devo mettere se voglio la bottiglia… quindi?…. E’ proprio vera la frase “La qualità fa il prezzo?” o è meglio dire… “l’opportunità fa l’uomo ladro”?

 

 

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